Fuga in Europa

Caritas migliora le condizioni di vita dei rifugiati bloccati in Bosnia-Erzegovina

Più di 10 000 persone dirette verso l’Europa occidentale sono bloccate in Bosnia-Erzegovina. I rifugiati e i migranti vivono per lo più in condizioni catastrofiche e l’inverno e la pandemia di coronavirus hanno aggravato ulteriormente la loro situazione. Caritas Svizzera offre supporto negli aiuti forniti da Caritas Bosnia.

 

La frontiera esterna dell’UE tra la Bosnia-Erzegovina e la Croazia, lunga 923 chilometri, è sotto stretta sorveglianza. La politica migratoria è restrittiva. Di conseguenza, coloro che cercano protezione in Europa occidentale via terra, spesso restano bloccati in Bosnia-Erzegovina. Secondo le stime ufficiali, alla fine di settembre si contavano tra 7500 e 8000 rifugiati e migranti nel Paese, molti dei quali nel Cantone dell’Una-Sana al confine con la Croazia e intorno alla capitale Sarajevo.

Il più delle volte questa gente vive in condizioni terribili. Molti campi profughi e centri di accoglienza sono sovraffollati e gli alloggi non sono adeguati per affrontare il freddo. Anche la situazione igienica è pessima. Sono necessarie grandi quantità di generi alimentari e di beni di prima necessità; le strutture sanitarie sono sature. Le autorità locali cercano di fronteggiare la situazione con il supporto dell’UE, dell’ONU e di varie ONG.

 

Prodotti alimentari, vestiti puliti e protezione dal Covid-19

Caritas Svizzera migliora le condizioni di vita dei migranti e dei rifugiati in Bosnia-Erzegovina. In collaborazione con l’organizzazione partner locale Caritas Bosnia, aiutiamo 1000 persone particolarmente vulnerabili a coprire al meglio i loro bisogni di base e a proteggere sé stessi e gli altri dalla trasmissione del Covid-19: per migliorare radicalmente la situazione igienico-sanitaria di base, abbiamo predisposto dei servizi di lavanderia all’interno e all’esterno dei centri di accoglienza e delle postazioni per il lavaggio delle mani nei punti di distribuzione. Inoltre, Caritas distribuisce 5000 pacchetti alimentari, vestiti adeguati, prodotti per l’igiene personale e sacchi a pelo, in particolare al di fuori dei centri di accoglienza già sovraffollati, poiché fuori i migranti non hanno più alcuna possibilità di ricevere assistenza. Caritas coadiuva anche un’organizzazione locale nella gestione di semplici luoghi di incontro. In queste strutture, oltre a riposare, socializzare e bere una bevanda calda, le persone bloccate possono ricevere anche informazioni sulla prevenzione del Covid-19.

La situazione è instabile e imprevedibile. Per poter rispondere al meglio alle necessità più urgenti dei rifugiati, gli aiuti vengono costantemente adattati agli sviluppi locali. In questo ambito, Caritas si coordina strettamente con le autorità sul posto, l’ONU e altre ONG.

 

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