Guerra in Ucraina: accoglienza e aiuto in Svizzera

Dopo gli aiuti di emergenza, Caritas potenzia le prestazioni di sostegno per i rifugiati ucraini in Svizzera

Registrazione delle persone provenienti dall’Ucraina, protezione legale, assegnazione alle famiglie ospitanti, misure per promuovere l’integrazione, assistenza sociale e giuridica, aiuto psicologico, distribuzione di vestiti e aiuto alimentare. La rete Caritas si è impegnata sin da subito per accogliere i rifugiati ucraini e ora potenzia le proprie prestazioni. Caritas Svizzera stanzia circa due milioni di franchi per un aiuto sussidiario e transitorio.

 

Caritas Svizzera e la rete di organizzazioni Caritas regionali si sono attivate immediatamente sin dall’arrivo in Svizzera il 6 marzo dei primi profughi fuggiti dalla guerra in Ucraina. Su mandato della Segreteria di Stato per la migrazione (SEM), in collaborazione con l’Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati (OSAR) e Campax, Caritas Svizzera si assume il collocamento dei rifugiati dell’Ucraina che desiderano alloggiare presso le famiglie e che inizialmente erano stati accolti nei centri federali d’asilo di Boudry (NE) e di Berna (con il sostegno dell’Esercito della Salvezza). A Boudry, Caritas Svizzera si occupa anche della rappresentanza legale delle persone che accedono alla procedura ordinaria di asilo (al di fuori dello statuto S). Le organizzazioni Caritas regionali, incaricate dai Cantoni, si sono attivate per accompagnare e consigliare le famiglie ospitanti. 

Due milioni di franchi per le misure di aiuto sussidiario e transitorio
In collaborazione con la Catena della solidarietà, Caritas stanzia due milioni di franchi per le misure di sostegno ai rifugiati ucraini. Tutti gli aiuti sono destinati anche alle persone di altri Paesi che hanno cercato rifugio in Svizzera e comprendono in particolare misure per promuovere l’integrazione, assistenza legale e sociale, aiuto psicologico, distribuzione di vestiti e aiuti alimentari e la formazione di interpreti e mediatori. Le organizzazioni Caritas regionali dispenseranno anche consigli a livello pratico, amministrativo e legale, come ad esempio per la scolarizzazione dei bambini, l’assicurazione malattia, il ricongiungimento familiare, l’indirizzamento ai servizi adeguati ecc.

A Friburgo, ad esempio, Caritas Svizzera organizza attività specifiche per il benessere psicologico dei rifugiati particolarmente vulnerabili che risiedono nella Casa di formazione e integrazione di Matran. Vengono inoltre rafforzate le misure per la custodia dei bambini, in modo da permettere alle mamme ucraine di seguire corsi di lingua, sbrigare faccende amministrative o cercare lavoro. 

Come tutti i giovani rifugiati di altra provenzienza, anche i giovani ucraini possono iscriversi al campo estivo di youngCaritas. Le organizzazioni Caritas regionali organizzano anche dei cosiddetti incontri DIALOGO per i giovani come pure volontarie e volontari che nell’ambito del progetto di padrinato «mit mir» accompagnano i bambini meno fortunati nel loro percorso scolastico e integrativo. Infine, le famiglie possono richiedere la Carta Cultura di Caritas che offre accesso a numerose proposte per il tempo libero e di formazione. Tutto questo serve per aiutare i bambini e i giovani a costruirsi una nuova rete sociale e a orientarsi meglio in Svizzera.

Buoni acquisto per i mercati Caritas
I mercati Caritas offrono regolarmente buoni acquisto che permettono ai profughi di comperare subito generi alimentari e prodotti per l’uso quotidiano nei 21 punti vendita in tutta la Svizzera. Questi buoni sono distribuiti dalle organizzazioni Caritas regionali che dispongono di un mercato Caritas nella loro regione. È anche prevista la distribuzione di pacchi con indumenti.

Caritas Svizzera si impegna per tutti i rifugiati, indipendentemente dalla loro origine. Tutte le offerte e gli aiuti forniti da Caritas sono destinati anche ai rifugiati provenienti da Paesi al di fuori dell’Ucraina.

 

Ampio sostegno allo statuto S
Caritas ha accolto con favore la rapida reazione del Consiglio federale e l’entrata in vigore dello statuto di protezione S lo scorso marzo. È importante che le persone che fuggono da queste situazioni di guerra ricevano protezione il più rapidamente possibile e possano condurre una vita il più normale possibile nel nostro Paese. 

Questo statuto consente ai soggetti interessati di ottenere un permesso S e di evitare una lunga procedura d’asilo burocratica. Tuttavia, se le persone sono personalmente perseguitate, possono presentare una domanda d’asilo in qualsiasi momento. Lo statuto di protezione S permette ai beneficiari di svolgere subito un’attività lavorativa e di viaggiare liberamente, prevede il ricongiungimento familiare e dà diritto a un aiuto finanziario finché non avranno raggiunto un’indipendenza economica. 

Con lo statuto di protezione S, applicato per la prima volta, la Svizzera crea le condizioni quadro che Caritas sollecita da anni per tutti i rifugiati e le persone ammesse provvisoriamente. Le preziose esperienze acquisite con lo statuto di protezione devono altresì contribuire a migliorare la situazione, in particolare per le 46 000 persone ammesse a titolo provvisorio in Svizzera. Caritas chiede da diversi anni che questo statuto precario venga trasformato in uno statuto di protezione che garantisca gli stessi diritti a tutti gli individui costretti a fuggire dal loro Paese.

 

 

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