

Nessun Paese è il mio Paese
Vi siete mai chiesti come sarebbe non avere nessuna cittadinanza? L’impatto sulla vostra vita sarebbe enorme. Il centro di consulenza legale di Caritas aiuta le persone interessate affinché le autorità riconoscano la loro apolidia. Leggete in seguito la storia di Samira*.
Secondo le Nazioni Unite, almeno dieci milioni di persone nel mondo sono apolidi. In Svizzera, stando alla Segreteria di Stato della migrazione (SEM), a fine 2024 si registravano 1275 apolidi.
L’apolidia può verificarsi quando uno Stato si disgrega e non è garantito che tutti acquisiscano la cittadinanza dello Stato successore o mantengano quella precedente. Ci sono anche casi in cui gli Stati escludono deliberatamente dalla cittadinanza minoranze etniche, religiose o di altro tipo. Significa che non hanno diritti politici e quasi nessun accesso ai diritti sociali, al mercato del lavoro e all’istruzione. Gli apolidi di solito non possiedono documenti di identità e quindi non possono muoversi o viaggiare liberamente. Nessuno Stato è inoltre tenuto a garantire loro protezione in caso di persecuzione.
Senza carta di identità, ma con tanta pazienza
Samira, una donna curda proveniente dalla Siria, si è rivolta al centro di consulenza legale di Caritas nella Svizzera centrale. Samira ha presentato domanda di asilo in Svizzera nell’autunno 2021. La domanda è stata respinta nell’estate 2022. Tuttavia, poiché il suo ritorno in Siria non le garantiva la dovuta sicurezza, è stata ammessa provvisoriamente. Samira aveva già fatto presente, durante la procedura di asilo, di essere una cosiddetta «maktuma», ovvero un’apolide non registrata. Nel 1962, la Siria ha revocato la cittadinanza a 120 000–150 000 curdi perché si presumeva che fossero immigrati illegalmente dall’Iraq e dalla Turchia. Da allora anche i loro discendenti, di cui fa parte Samira, sono considerati apolidi.
Gli apolidi di solito non possono muoversi o viaggiare liberamente.
Samira non aveva né un certificato di nascita né un altro documento di identità. Non è nemmeno riuscita a registrare il suo matrimonio con un curdo morto nella guerra civile. Meno male che almeno aveva una copia di un documento di identità non ufficiale che la identificava come maktuma.
Il centro di consulenza legale ha condotto vari colloqui con Samira. A novembre 2022 ha presentato una domanda alla SEM per il riconoscimento della sua condizione di apolidia. Ma la SEM dubitava che la conferma dell’apolidia fosse autentica e ha posto numerose domande. Il centro di consulenza legale ha aiutato Samira a rispondere a tutte le domande e a chiarire ogni dubbio. Essendo analfabeta, Samira non sarebbe stata in grado di farlo da sola.
Come apolide finalmente una protezione
A inizio 2025, le autorità elvetiche hanno riconosciuto Samira come apolide. Ora ha diritto a un permesso di soggiorno nonché a un titolo di viaggio e a un documento di identità. In più, e questo è particolarmente importante per lei che è ancora traumatizzata dalla guerra, adesso è sotto la protezione della Svizzera. Se si integrerà bene, Samira un giorno avrà la possibilità di ottenere la cittadinanza svizzera e quindi, per la prima volta in vita sua, potrà dire: «Finalmente ora anch’io ho un Paese. Il mio Paese: la Svizzera».
*Il nome è stato modificato per proteggere le persone interessate.
Ulteriori informazioni
Immagine principale: Per gli apolidi non è facile sviluppare un senso di appartenenza per un luogo. © Caritas Austria