Deliberazioni sulla nuova legge sul CO2

I fallimenti del Consiglio degli Stati in materia di politica climatica

Il Consiglio federale intende rendere la Svizzera climaticamente neutra entro il 2050. Ciò richiede una legge sul CO2 ambiziosa ed efficace. Il disegno di legge approvato oggi dal Consiglio degli Stati è troppo incoerente, anche se mira nella giusta direzione. Il Consiglio degli Stati non riesce a richiamare alle proprie responsabilità la piazza finanziaria svizzera. Mancano inoltre fondi supplementari per aiutare i Paesi più poveri a proteggere il clima e ad adattarsi alle conseguenze del riscaldamento globale.

 

Oggi la Camera alta ha concluso la deliberazione in merito alla legge sul CO2. Come ha già fatto il Consiglio federale, anche il Consiglio degli Stati riconosce gli obiettivi dell’accordo di Parigi sul clima del 2015 che prevedono di ridurre a un saldo netto pari a zero le emissioni di gas serra della Svizzera entro il 2050. Tuttavia, questi obiettivi non possono mai essere realizzati con le proposte attuali: la piazza finanziaria svizzera continua a non essere richiamata alle proprie responsabilità e questo nonostante il fatto che, secondo l’Ufficio federale dell’ambiente, le banche, le assicurazioni e le casse pensioni svizzere contribuiscano con i loro investimenti globali ai quei quattro-sei gradi di riscaldamento globale che il pianeta sta raggiungendo al momento.

Quello che manca completamente nel disegno di legge sono i contributi della Svizzera ai Paesi più poveri e alle persone che soffrono più di noi per i pesanti effetti del cambiamento climatico: invece di raccogliere fondi supplementari attraverso tasse di incentivazione, i fondi per le misure di protezione del clima e di adattamento al riscaldamento globale continueranno a essere prelevati dai bilanci destinati allo sviluppo in contrazione, a scapito della riduzione della povertà.


La strategia climatica 2050 ha bisogno di una legge sul CO2 efficace e ambiziosa

Sembra che ad alcuni membri del Consiglio degli Stati non sia ancora chiaro quanto sia drammatica la situazione. Due giorni fa, in occasione del summit speciale sul clima, il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres ha avvertito che il mondo rischia di andare oltre il punto in cui non si può più tornare indietro sul cambiamento climatico, con conseguenze devastanti per le persone e per i sistemi naturali. Ancora una volta, Guterres ha sottolineato l’impatto disuguale nei Paesi e ha invitato i Paesi più ricchi a sostenere i Paesi in via di sviluppo. Ieri il Consiglio degli Stati si è pronunciato a favore dell'acquisto di nuovi aerei da combattimento per un valore di sei miliardi di franchi. Allo stesso tempo – e contrariamente agli impegni presi con l’accordo di Parigi sul clima – si continua a essere poco propensi a fornire nuovi e vitali fondi per la protezione del clima e le misure di adattamento nei Paesi e nelle regioni più poveri. Caritas si rammarica profondamente di tale atteggiamento.

Tutti i Paesi che hanno siglato l’accordo di Parigi sul clima, devono presentare strategie climatiche a lungo termine al Segretariato dell’ONU sui cambiamenti climatici entro la fine del 2020. Per la Svizzera è fondamentale che ora entri in vigore una legge sul CO2 ambiziosa ed efficace. Dopo le elezioni, il nuovo Consiglio nazionale avrà l’occasione di migliorare l’attuale progetto di legge sul clima. La pressione della popolazione è in aumento. Sabato prossimo, 28 settembre, sono attese migliaia di persone per la manifestazione nazionale per il clima. Il loro messaggio alla politica federale è chiaro: il Parlamento deve finalmente assumersi maggiori responsabilità per la politica climatica in Svizzera e nel mondo. Con il motto «clima di cambiamento» si chiede una politica climatica coerente, equa e compatibile a livello globale. Anche Caritas Svizzera invita a partecipare alla manifestazione.

 
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