La cooperazione internazionale (CI) della Svizzera per il periodo 2021-2024

Con la crisi climatica la cooperazione allo sviluppo è ancora più importante

Ieri in serata il Consiglio federale ha approvato la futura strategia della cooperazione internazionale (CI). Di fronte al fallimento della politica nella risoluzione dei conflitti di lunga durata e delle espulsioni forzate nonché nella lotta al cambiamento climatico, la CI sta acquisendo un’importanza crescente. A maggior ragione la Svizzera ha bisogno di una cooperazione allo sviluppo ambiziosa, in linea con la sua tradizione umanitaria e la sua responsabilità nel mondo. Il Consiglio federale non mette però a disposizione le risorse finanziarie necessarie a tal fine. 

 

Con il messaggio concernente la cooperazione internazionale, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e il Dipartimento federale dell’economia (DEFR) hanno stanziato crediti quadro nell’ordine di 11,25 miliardi di franchi per il periodo 2021-2024, pari allo 0,46 per cento del reddito nazionale lordo (RNL). Caritas Svizzera ritiene che questa cifra sia chiaramente troppo esigua. In nome della solidarietà, nel proprio interesse e nel quadro dei suoi obblighi internazionali, la Svizzera deve essere disposta a investire maggiormente nell’aiuto allo sviluppo. Il Parlamento ha tempo sino alla fine dell’anno per correggere la decisione e aumentare i fondi.

Studi scientifici ed esperienze pratiche dimostrano che la cooperazione allo sviluppo ha un impatto positivo sulle condizioni di vita. Negli ultimi decenni si sono registrati successi di rilievo in questo ambito: la povertà assoluta è diminuita in tutto il mondo, il tasso di mortalità infantile e materna è sceso significativamente e il numero di ragazze iscritte alla scuola ha segnato un netto aumento. Il rapporto finale pubblicato ieri sul messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020 illustra in modo dettagliato e convincente che anche la Svizzera ha contribuito a questi successi.

Ogni giorno 850 milioni di persone soffrono la fame nel mondo

Nonostante i numerosi sviluppi positivi, le esigenze globali restano enormi. Molti problemi addirittura si acuiscono: fenomeni come il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità stanno progredendo a ritmi minacciosi. Ogni giorno 850 milioni di persone non hanno cibo a sufficienza. Più di due miliardi di persone non dispongono di un accesso affidabile all’acqua potabile e l’approvvigionamento idrico sta diventando sempre più problematico. In molti Paesi la repressione statale è in aumento e il margine di manovra della società civile è sempre più limitato.

Nell’era della crisi climatica l’aiuto allo sviluppo sta diventando ancora più rilevante e urgente. È uno degli strumenti chiave che consente alle popolazioni più indigenti di adattarsi alle devastanti conseguenze del riscaldamento globale nel Sud del mondo. Nella lotta contro l’imminente catastrofe climatica e nell’interesse della giustizia climatica globale, i Paesi industrializzati si sono impegnati già anni fa a stanziare nuovi fondi per il clima ai Paesi in via di sviluppo, in aggiunta a quelli già previsti per l’aiuto allo sviluppo. Purtroppo il Consiglio federale non adempie in alcun modo a questo obbligo con il presente messaggio.

Le azioni per il clima non devono andare a scapito della lotta alla povertà

In mancanza di un incremento degli aiuti finanziari da parte della Svizzera, le misure urgenti in materia di clima (allarme tempestivo e protezione civile, adattamento del territorio e ripristino degli habitat costieri, rimboschimento e tecnologie efficienti sotto il profilo energetico ecc.) andranno sempre più a scapito degli attuali compiti effettivi della cooperazione allo sviluppo, il cui obiettivo deve essere quello di ridurre la povertà e le disuguaglianze persistenti e contribuire a rafforzare la società civile, ad esempio promuovendo lo sviluppo rurale e l’agricoltura agroambientale, rafforzando la democrazia e lo Stato di diritto, sostenendo l’istruzione e la parità di genere o l’assistenza sanitaria.

 
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